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Sinistra Critica - Associazione Nazionale per la Sinistra Alternativa
anticapitalista femminista ecologista

FINANZIARIA: LA CAPORETTO DELLA SINISTRA ITALIANA

sinistracritica | 06 Novembre, 2007 12:18

Roma, 5 nov. - Finanziaria, welfare e decreto sicurezza, siamo alla Caporetto della sinistra" e con queste misure, "noi siamo all'opposizione". Lo dicono Franco Turigliatto e Salvatore Cannavo' di Sinistra critica, che aggiungono: "Con l'approvazione da parte dei ministri della sinistra, a partire da Rifondazione, del decreto sicurezza un'altra diga a sinistra e' saltata. La diga della civilta' giuridica, della tolleranza, della diversita' sostanziale rispetto alle destre".


Secondo Cannavo' e Turigliatto "a furia di prevenire il peggio la Sinistra di governo ha favorito proprio il peggio che oggi assume il volto inquietante del cinismo di Veltroni, il quale monta una campagna razzista per consolidare il suo Pd. Il governo Prodi non ha fatto altro che costruire disastri e demolire speranze. E se la cava facilmente il presidente della Camera quando dice che la 'grande riforma auspicata non c'e' stata'. Che non ci fosse la svolta era chiaro da tempo e Rifondazione, la sinistra non puo' lavarsene le mani. Dirlo ora e' troppo tardi, specialmente se ci si appresta ad appoggiare leggi indecenti".
Gli esponenti di Sinistra critica concludono: "Oggi la serie di errori e misure negative e' lunghissima: dalla guerra in Afghanistan alla scomparsa dei dico, dalla Finanziaria delle imprese al welfare della precarieta' a tempo indeterminato; dalla scomparsa della commissione sul G8 fino all'odioso pacchetto-sicurezza che introietta le politiche delle destre e le assimila al centrosinistra. Per la sinistra e' una Caporetto. E in una settimana segnata da uno scontro violentissimo a base di luoghi comuni razzisti, l'unica parola che e' mancata e' stata proprio quella di un secco No da sinistra alle politiche securitarie, al%

BARBARI RUMENI E ITALICI. O MASCHI?

sinistracritica | 06 Novembre, 2007 12:08

La prima causa di morte e di invalidità permanente nel mondo è data dalla violenza degli uomini. Non lo dice solo la 'Marcia mondiale delle donne contro la violenza e le povertà', che da oltre dieci anni mobilita donne di tutti i continenti contro il patriarcato. Lo dice l'Onu, con dati agghiaccianti: è un massacro quotidiano ad opera di mariti, padri, fratelli e fidanzati. Ossia consumato dentro le mura domestiche.

L’efferata violenza di un giovane rumeno contro una donna in una periferia romana è stato il fatto scatenante per mettere sul banco degli imputati un intero popolo e per emanare un editto di espulsione di cittadini comunitari da parte di un Consiglio dei Ministri, convocato in un clima di emergenza e di furore securitario.

Naturalmente si sottace che è stata una donna rumena a denunciare il violentatore. Naturalmente è stata completamente cancellata la notizia che, poco dopo, un cittadino italiano aveva dato fuoco alla sua convivente sudamericana. Naturalmente nessuno si ricorda più di chi ha commesso i delitti di Erba e, presubilmente, di Garlasco. Naturalmente. Si finge di non vedere quel che avviene in casa o nelle sue dirette prossimità. Dagli al rumeno o al rom e speriamo di strappare consensi elettorali tra le pulsioni irrazionali di persone che, a torto o a ragione, si sentono insicure e minacciate!

Un bel servizio realizzato recentemente da Canale 5 ci mostrava qualcosa di poco conosciuto in Italia: in Romania – dove, detto per inciso, il problema rom semplicemente non esiste, nonostante gli 'zingari' costituiscano una minoranza assai consistente – c’è un problema assai grave di 'criminalità italiana'. Lo confermano dirigenti d’azienda italiani con interessi in quel paese, giustamente preoccupati per un’immagine negativa dell’Italia, data la dilagante presenza mafiosa in Romania, che ammazza, sfrutta, traffica e ricatta in proporzioni industriali. E contro la temuta 'invasione' romena dopo l'ingresso nell'Unione europea, si chiariva che è in atto anzi un ritorno in patria, data la forte richiesta di manodopera frutto dell'espansione produttiva in corso.

Le autorità di Bucarest, ben consce della differenza tra i cittadini italiani e i clan della criminalità organizzata, non si sono mai appellate al nostro governo aizzando la popolazione contro gli italici barbari. Cosa che invece è avvenuta qui da noi con il decreto lampo del governo.

La donne che scenderanno in piazza a Roma il 24 novembre contro la violenza hanno chiesto a chiare lettere di non utilizzare le donne per colpire stranieri e migranti con misure xenofobe. Altrimenti, logica vorrebbe che cacciati dalle frontiere dovrebbero essere in primo luogo i maschi italiani.


Gigi Malabarba

Associazione Sinistra Critica


 
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