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Sinistra Critica - Associazione Nazionale per la Sinistra Alternativa
anticapitalista femminista ecologista

INTERVISTA A MICHAEL WARSHAWSKY

sinistracritica | 10 Novembre, 2007 20:36

«Ossessionati dalla guerra all'islam combattiamo senza più Stato»
Parla Warshawsky: senza leadership politica, Tel Aviv protagonista d'un processo globale di ricolonizzazione. E i palestinesi scompaiono
di Michelangelo Cocco (il manifesto 9/11/2007)

Dalle aspettative per il prossimo vertice di Annapolis, previsto per la fine di novembre negli Stati Uniti, alle prospettive del sionismo. Michael Warshawsky, intellettuale e pacifista israeliano, ha sempre uno sguardo molto profondo e contro corrente sulla storia e sulla politica. Lo abbiamo intervistato il mese scorso a Savigliano (Cuneo), nel corso del FestivalStoria, l'evento culturale organizzato dal professor Angelo d'Orsi, di cui quest'anno si è svolta la terza edizione. Prima di intervenire - assieme a Omar Barghouti, Gideon Levy, Catrin Ormestad - al dibattito su «Etnos e religione: il caso d'Israele», il fondatore dell'Alternative information center (www.alternativenews.org) ha risposto alle domande del manifesto.

Il governo israeliano e l'Autorità nazionale palestinese (Anp) presto torneranno a incontrarsi sotto supervisione americana. Cosa s'aspetta dal summit di Annapolis?
I colloqui non produrranno alcun passo in avanti. Abu Mazen non ha l'appoggio della maggioranza della popolazione palestinese e Ehud Olmert è il primo ministro più debole che abbiamo da molti anni a questa parte. Due leader così impopolari potranno, al massimo, fare una dichiarazione congiunta.

Olmert segue la stessa politica di Sharon?
Tra i due non c'è niente in comune. Sharon aveva una strategia di lungo periodo: la colonizzazione di tutta la Palestina e nessuna trattativa, perché il negoziato avrebbe implicato la necessità di fissare un confine tra Israele e i Territori occupati. E lui non voleva frontiere, almeno per i prossimi 50 anni. Quella di Olmert è una strategia che mira alla sua sopravvivenza, come leader politico e nei confronti della giustizia, dalla quale è sottoposto a quattro procedimenti.

L'anno prossimo Israele celebrerà 60 anni d'indipendenza. Dove crede stia andando lo Stato ebraico?
Da nessuna parte. Israele è uno degli esempi più estremi del mondo di cosa possa fare il neoliberismo. Alla fine della guerra del Libano, l'anno scorso, uno dei migliori giornalisti di Ha'aretz, Daniel Ben-Simon, scrisse un articolo dal titolo «Non c'è più stato». Infatti abbiamo avuto una privatizzazione completa dello stato e della società. Abbiamo un'economia florida come mai prima (con sacche di povertà come in tutte le economie neoliberiste), un esercito. Ma non abbiamo nessun progetto nazionale, né una leadership politica che ci guidi da qualche parte.

Israele ha ancora bisogno di forza lavoro palestinese?
No, come molte economie neoliberiste, quella israeliana non è basata sullo sfruttamento di forza lavoro ma su speculazioni finanziarie, investimenti in tutto il mondo: Israele è un paese imperialista nel vecchio senso della parola. Sono stato recentemente in India ed è incredibile quanto, in una città come Nuova Dehli, siano presenti capitali israeliani. Il governo esiste in quanto istituzione vuota, mentre i palestinesi sono spariti dall'agenda dell'opinione pubblica. Non esistono: sono al di là del muro, non li vedi. Lavoratori palestinesi non ce ne sono più, eccetto a Gerusalemme. Negli anni scorsi, alle cene degli israeliani ben educati, il primo argomento di conversazione erano loro. Ora si parla dei palestinesi solo in mancanza di altri argomenti di conversazione, dopo aver discusso di corruzione, scandali sessuali, sport. Vengono percepiti come un eczema: niente di pericoloso, non è un problema, a volte ti gratti, ci metti una crema ma non vai in ospedale. Puoi conviverci, anche se qualche volta ti può dare un po' fastidio.

L'etnia influenza la cittadinanza e i diritti civili?
Israele è un esempio estremo di «stato etnico». Definendo se stesso come «stato degli ebrei» mette l'etnia al centro della definizione di cittadinanza. Israele si definisce anche come «stato ebraico democratico», ma c'è una tensione interna tra questi due concetti: uno stato democratico è uno stato di tutti i suoi cittadini, indipendentemente dall'etnia. I palestinesi (il 20% della popolazione, ndr) hanno diritti di cittadinanza ma non eguaglianza, per quanto riguarda, ad esempio, l'accesso alla terra. Due anni fa è stata approvata una norma che stabilisce che un cittadino israeliano non ebreo, se sposa una persona non ebrea, non può vivere nel Paese con quest'ultima. Una legge unica al mondo, in base alla quale un cittadino deve scegliere tra vivere con il proprio sposo/a o rimanere nel Paese.

A sessant'anni dallo nascita dello Stato, pensa che ci sia un ripensamento del sionismo?
C'è stata un'era molto promettente, negli anni '80-'90, in cui il sionismo è entrato in crisi. Tutto quel periodo, definito «post sionismo», mise in dubbio una serie di dogmi. «Ok, il sionismo è stato importante per la fondazione - si diceva -, ma ora dovremmo essere uno stato come gli altri». Ci fu una de-ideologizzazione, un tentativo di «de-sionizzazione». Alcuni membri della Knesset misero in dubbio la necessità della legge del ritorno, che attribuisce diritto di cittadinanza in Israele a ogni ebreo della diaspora che si stabilisca nello Stato. «Forse - si pensò - dobbiamo essere lo stato degli israeliani non degli ebrei». In questa tensione tra stato israeliano e stato ebraico perfino la Corte suprema stabilì che sarebbe stato necessario un bilanciamento tra i due termini. Con una serie di sentenze affermò che il nostro Stato era abbastanza forte per essere più democratico e meno ebraico. Nel 2000 questo processo si è interrotto. A fermarlo, il processo di ricolonizzazione, parte di uno scontro di civiltà globale. Israele è tornato indietro, in tutti i campi (politico, militare, culturale, intellettuale) al «vecchio sionismo»: pensiamo di avere il mondo e l'islam contro, di essere in guerra.

La seconda intifada e l'11 settembre hanno contribuito a questa situazione?
Non esiste una seconda intifada, questa è una grande mistificazione: l'intifada è stato l'ultimo movimento anti coloniale di massa del XX secolo. Quello che la gente chiama «seconda intifada» non è stata una rivolta palestinese, ma un piano israeliano per riprendere dai palestinesi ciò che era stato dato a Yasser Arafat e all'Olp in termini di sovranità, diritti. Il 2000 segna, a livello globale, l'inizio della messa in atto della strategia di ricolonizzazione dei neoconservatori: riprendersi ciò che avevano perso a causa delle rivoluzioni anti-coloniali degli anni '50 e '60 e dei movimenti sociali di massa in Europa. La ricolonizzazione della Cisgiordania e di Gaza è stata parte di questo fenomeno: la terza offensiva sionista per riprendersi ciò che era stato perso politicamente militarmente nel corso degli anni '80 e '90.

Dove sono le altre aree in cui possiamo osservare questo fenomeno?
Non solo casi come quelli di Iraq e Afghanistan, dove siamo tornati al «colonialismo classico»: prendere il petrolio e il controllo diretto, anche se attraverso una marionetta locale. Ma anche a livello dei diritti delle donne, diritti sociali, civili, nei paesi sviluppati. La grande intuizione di Sharon fu capire che il suo sogno (riprendere il controllo diretto), che appariva contro il corso della storia, stava in realtà per diventare di nuovo «la regola del gioco».

Perché nessuno fa pressioni su Israele affinché tratti la pace coi palestinesi?
Perché il mondo è cambiato: abbiamo avuto finora una divisione netta con una strategia israelo-statunitense molto offensiva e l'Europa che ne elaborava una alternativa, di normalizzazione, pacificazione. In questo quadro (anni '80-'90) i palestinesi erano appoggiati da chi voleva risolvere le crisi. Ora abbiamo un riallineamento totale dell'Europa nei confronti delle politiche aggressive e di ricolonizzazione degli Usa.

I pacifisti israeliani sono addormentati?
Il cosiddetto «campo della pace» ha una ruota piccola e una grande. La prima, più radicale, inizia a muoversi e trascina la maggiore, Peace now, in grado di mobilitare centinaia di migliaia di persone e avere un impatto sulle decisioni politiche. È accaduto così nella prima guerra del Libano, durante la prima intifada, ma non oggi. La ruota piccola ora funziona: siamo tra le 7 e le 10mila persone, mobilitate permanentemente. Ma non c'è più la ruota grande. E il nostro ruolo, importante in termini morali, è politicamente irrilevante. E così durante l'ultima guerra del Libano non abbiamo avuto nessuna dimostrazione di massa. Piuttosto che addormentata, temo che la ruota grande sia «morta», intrappolata dalla paura di rappresentare la prima linea dello «scontro di civiltà».

LA COSA ROSSA VOTA IL FINANZIAMENTO DEL G8 ALLA MADDALENA

sinistracritica | 10 Novembre, 2007 20:05

 ROMA, 10 NOV - 'La vergogna della 'Cosa Rossa' e' tale che nessuno vuol far sapere che la maggioranza dei suoi senatori ha respinto l'emendamento alla Finanziaria presentato da Franco Turigliatto di Sinistra Critica per la soppressione del finanziamento di 30 milioni per realizzare il vertice G8 alla Maddalena: tutta SD, tutto il Pdci, quasi tutti i Verdi (esclusi Bulgarelli e Silvestri) e - nonostante l'invito di voto a favore di Haidi Giuliani - una buona parte di Rifondazione, si sono defilati dal voto'. Lo dicono i parlamentari di Sinistra Critica Franco Turigliatto e Salvatore Cannavo'.
'Come si puo' votare in questo modo e poi presentarsi a Genova a manifestare il 17 novembre?', si chiedono i due parlamentari.
'Dopo l'astensione (che al Senato significa voto contro) sull'emendamento per cancellare la berlusconiana esenzione dell'Ici per la Chiesa e dopo il respingimento di tutti gli emendamenti sociali (recupero fiscal drag, tassazione rendite, tobin tax, taglio delle spese per armamenti e missioni militari, ) la 'Cosa rossa', in nome della fedelta' all'alleanza di governo, produce ora uno strappo con la sua storia anche su un provvedimento politico e simbolico, che tra l'altro farebbe risparmiare alle casse dello Stato 30 milioni di euro. E non si dica che su questo sarebbe caduto il governo (215 tra contrari e astenuti, 86 favorevoli all'emendamento)! Siamo all' appiattimento totale sulle politiche liberiste e di guerra del governo, come anche il sostegno al decreto sicurezza dimostra inequivocabilmente' conclude la nota.

17 NOVEMBRE A GENOVA

sinistracritica | 10 Novembre, 2007 12:30

Invito alla mobilitazione per il 17 novembre

Perché un evento storico come la mobilitazione contro il G8 del 2001,
di straordinaria potenza e di innovazione delle forme di partecipazione
politica, non venga riscritto nelle aule di tribunale.
Per impedire che 25 persone a Genova e 13 a Cosenza paghino, con secoli di carcere e milioni di euro, la volontà di rivalsa sul fatto che 300.000 persone scesero in piazza nel 2001 contro i padroni del mondo.

Perché questi processi con imputazioni assurde e anacronistiche come
il reato di "devastazione e saccheggio" e con le loro prossime sentenze, non diventino un'ipoteca sulla libertà di manifestare di tutti i
movimenti.
Perché Genova, come nel 2001, si faccia portatrice di un mondo senza frontiere, contro ogni forma di razzismo, contro politiche securitarie ed espulsioni di massa che mettono a rischio le libertà di tutti.
Le promozioni di De Gennaro e di molti altri dirigenti delle forze dell'ordine coinvolti nei fatti di Genova, la sicura prescrizione dei processi contro i poliziotti imputati per il massacro della scuola Diaz e le torture della caserma di Bolzaneto, l'archiviazione del processo per l'omicidio di Carlo Giuliani, così come la bocciatura della commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'ordine pubblico in quelle giornate, rappresentano un'ulteriore offesa ai movimenti e uno schiaffo alla città di Genova.
Invitiamo a ripartire da Genova per mobilitarci contro chi devasta la
nostra storia e saccheggia le nostre vite.

Chiediamo a chi di competenza che siano rimossi tutti gli ostacoli per un accesso a tariffa sociale dei servizi delle F.S. come è sempre stato per simili occasioni fino al 2006.

Altragricoltura - Associazione Sinistra critica  - Cobas - Cobas scuola Genova - Comitato Piazza Carlo Giuliani - Comitato Verita' e Giustizia per Genova - CUB Liguria  - Federazione Genova Pdci - Forum sociale ponente genovese - Forum per la Sinistra Europea - Socialismo Xxi -Forum Ambientalista - Giovani Comuniste/i  – Legambiente  - Lila (Lega italiana per la lotta all'Aids) - Noi quelli di via Tolemaide  - Rete Artisti contro le guerre  - Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti - Rifondazione Comunista  - Supportolegale
Alessandra Mecozzi, Responsabile Internazionale Fiom - Antonio Caminito, segretario Fiom Genova - Enrica Bartesaghi, Presidente CVGG - Gianni Rinaldini, Segretario Generale Fiom  - Giorgio Cremaschi/Rete 28Aprile Cgil  - Giorgio Airaudo, Segretario Fiom Torino - Giuliano Giuliani - Haidi Giuliani - Luciano Muhlbauer, Consigliere reg Prc Lombardia, - Marco Bersani (Attac Italia) - Nicola Nicolosi "Lavoro e società" CGIL - Paolo Beni Presidente Nazionale Arci - Raffaella Bolini, Presidenza Nazionale Arci - Rita Guglielmetti Segreteria regionale CGIL
-
Vittorio Agnoletto, Associazione Prima Persone - Walter Massa, Gabriele Taddeo, Laura Testoni, Arci Genova

Lila Genova - Associazione A Sud - Legambiente amici a ponente Genova - FGCI nazionale - Centro ligure di documentazione per la pace - Redazione "Tempi di Fraternità” - John Gilbert (presidente, Direttivo toscano FLC-CGIL) - Associazione “Salendo a Sud” (Moncalieri To)- Coordinamento contro gli F-35 Novara - Cagliari Social Forum - Federazione Provinciale PRC-SE (Bologna) – Associazione 100 idee per la pace (Siena) - Laboratorio Occupato Insurgencia (Napoli) - Laboratorio Sociale Diana Re-Load (Salerno) - Orientale Agitata Uniriot (Napoli) - C.AN.NA (collettivo antiproibizionista napoletano) - Comitato di Lotta Vele di Scampia (Napoli) - Collettivi Autonomi Studenteschi (Napoli) - Cascina Autogestita Torchiera (Milano) - Social Forum Cecina (Li) - - Legambiente amici a ponente - Forum per la Sinistra europea (Genova) - Forum ambientalista (Genova) - Circolo arci CAS (Inzago Mi) - Rete contro il caro vita (Network campano delle comunità in movimento Giovani Comunisti Salerno) - Comitato Intercomunale per La Pace del Magentino (MI) - C.S.A Officina Rebelde (Jesi - An) - Csa Magazzino 47 (Brescia) - Associazione Sinistra Critica (Brescia) - SdL intercategoriale (Brescia) - Confederazione Cobas (Brescia) - Centro sociale 28 maggio (Brescia) - Radio Onda d'Urto (Brescia) - Collettivo Studenti in lotta (Brescia)- Comitato Pace di Robassomero (TO) - Paolo Grasso (Inca Cgil Fi) -  Comitato AbbiatePace (Abbiategrasso Mi) - Maurizio Colleoni Segretario Fed. Prov. Bergamo Prc Se - Associazione A Sud - Unità Popolare Valle Brembana (Bg) - Coordinamento universitario (Trento) - Marco Sironi (Segretario Prc Bergamo) - Associazione Liberamente Val di Magra (Sp) - Porto gruppo accoglienza migranti Dalmine (BG) - Semprecontrolaguerra (Firenze) - Associazione Ya Basta  (Napoli) Briganti Enrico, capogruppo PRC Comune Sarzana (Sp) - Federazione Provinciale PRC-SE di Bologna - Laboratorio Occupato Insurgencia (Napoli) - Laboratorio Sociale Diana Re-Load (Salerno) - Orientale Agitata Uniriot (Napoli) - C.AN.NA (collettivo antiproibizionista napoletano) - Comitato di Lotta Vele di Scampia (Napoli) - Collettivi Autonomi Studenteschi (Napoli) - Giorgio Barisone (segreteria provinciale PRC Savona) - Coordinamento Vittime della Globalizzazione (Lodi) - Associazione La Fabbrica del Futuro (Lodi) - Comitato Pace e Salute (Ospedaletto Lodigiano) - Forum ambientalista (Genova) - Circolo arci CAS (Inzago Mi) - PRC-Federazione provinciale di Varese – Pmli (Partito marxista-leninista italiano)- Gennaro Ferrillo (Altromodo Flegero Laboratorio Cittadinanza attiva Napoli) - SdL Intercategoriale - Sinistra Democratica Provincia di Chieti - Coordinamento locale Sinistra Democratica "Gino Di Martino"(Guardiagrele Ch) - Circolo Arci (Manciano Gr)- Cascina Autogestita Torchiera (Milano) - Rivista Infoxoa - Associazione Italia-Nicaragua - Movimento per la liberazione dalla schiavitù del precariato - Ass. Italia-Cuba Circolo "Aldo Lombardi" Versilia - BiciG8 - RdB/CUB del Ministero dell'Economia e delle Finanze - Federazione Giovanile Comunisti Italiani - Gruppo musicale etno-folk Pelosofolk - Associazione "la Villetta per Cuba" (Piombino Li)

Andrea Cegna (Castellanza – Va), Rossella Marchini (Roma) Mirella De Luca (Savona), Tiziana Veronico (Bari), Marta Belotti (San Pellegrino Terme - BG), Manuela Mangili (San Pellegrino Terme - BG), Domenico Belotti (San Pellegrino Terme – BG), Cristiano Brumi (Chiavari), Ornella Punzo (Roma), Rossana Montechiani e Sergio Ruggeri (Jesi An), Marina Criscuoli (Genova) Franco Fuselli (Genova), Michele Rovere (Imperia), Ornella Punzo (Roma), Marco Sodi (Firenze), Franco Manicardi (Cuneo), Luigino Enzo (Treviso), Fabio Garzara (Venezia), Cinzia Bruno (Genova), Alessandro Bartolomucci (Parma), Sarah Castelli (Padova), Riccardo Arena (Genova), Doriana Goracci (Capranica Vt), Fabiano Malesardi (Volano Tn), Fabia Peirè (Genova), Patrizia Traverso (Genova), Maria Garau (Caili, Colombia), Marco Sodi (Firenze), Don Alessandro Santoro (Comunità Le Piagge Firenze)

Giorgio Barisone (Segreteria provinciale PRC Savona), Carmelo Mannarà (Unione degli Universitari - Roma),  Anubi D'Avossa Lussurgiu (Liberazione – Roma),  Fabio Bonanno (Area cooperazione, Affari Esteri), Vincenzo Chieppa (Segretario Provinciale e Consigliere Regionale  Piemonte dei Comunisti italiani), Ennio Cirnigliaro (Forum Sinistra Europea Valpolcevera), Antonio Grassedonio (Delegato Flc Cgil Politecnico di Torino – Torino Social Forum), Walter Passeggio (Consigliere VIII Municipio Napoli Arcobaleno), Ivo Poggiani (Consiglire III Municipio Napoli Arcobaleno), Riccardo Seghezzi (R.S.U. Gabinetto Vieusseux, direttivo prov F.P CGIL Firenze), Attilio Ratto (RdB /CUB Federazione Regionale della Liguria), Angelo Papadimitra (segreeteria CGIL-CdLT Caserta “Lavoro Società”), Sandra Cappellini (Flai CGIL Empolese-Valdelsa), Francesco Martone (Senatore), Alessio Bellini (Prc Santa Croce sull'Arno - Pi) - Giuseppe Saragnese (Direttivo F.P.CGIL Bergamo) - Massimiliano Ay (Coordinatore Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti Svizzera) - Amalia Navoni (Coord Nord Sud del Mondo) - Paolo Maccani (segretario circolo "Mario Pasi"Prc-Se Trento) - Maurizio Dotti (RSU SLC-CGIL Wind Milano) - Calzavara Valter  (segretario Filcams Cgil Metropolitana Venezia) - Chiarin Mariolina (delegata Sanità Ulss 12 Mestre-Venezia)

 
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