Morales dice basta. Fine della collaborazione militare Usa - Bolivia
sinistracritica | 15 Ottobre, 2007 11:18
Il presidente della Bolivia mette fine alla collaborazione militare con gli USA. E' una questione di "dignità nazionale"
Sembra proprio che l'amministrazione boliviana abbia intenzione di mettere nero su bianco che nel continente americano non ci sono cittadini di serie A e di serie B.
I fatti. Qualche tempo fa, ad esempio, il governo di Evo Morales ha stabilito che dal 1° dicembre prossimo i cittadini statunitensi che desiderano entrare in Bolivia dovranno essere muniti di un visto. E' una questione paritaria, fanno sapere da La Paz. Infatti, i cittadini boliviani che intendono recarsi negli Usa devono esibire il visto d'ingresso. Oggi un nuovo argomento entra a far parte della 'questione paritaria': la cooperazione militare fra Usa e Bolivia.
Morales ha detto basta. Finirà ben presto la collaborazione fra esercito boliviano e quello statunitense impegnati da tempo nella lotta contro il narcotraffico, ben radicato nel paese andino. Tutto per una questione di dignità nazionale. Morales, ai margini della manifestazione di commemorazione per il 40° anniversario della morte del Che Guevara, è stato chiaro: “Da oggi in poi nessun militare straniero armato opererà nel nostro Paese”.
L'esercito Usa, soprattutto la Dea, per diversi anni ha contribuito all'addestramento, allo sviluppo e alla fornitura di strumenti tecnologici dell'esercito boliviano.
Non solo dignità nazionale. Il solo motivo della difesa della dignità nazionale, però, sembra un po' riduttivo. E' stato lo stesso presidente boliviano a accennare alla stampa che i soldati statunitensi presenti in Bolivia non sempre abbiano tenuto un comportamento corretto. Pare, infatti, che lo stesso presidente indio abbia le prove filmate di alcuni casi di violenza dei soldati della Dea sulla popolazione civile. Stando alle sue dichiarazioni, esisterebbero prove concrete di agenti Usa che avrebbero aperto il fuoco contro gli aderenti al movimento dei cocaleros, proprio quando lui era uno dei leader.
Alessandro Grandi